Torino TRue: la non mostra di Fabrizio Vespa

Torino TRue: la non mostra di Fabrizio Vespa

Fabrizio Vespa ci iniziò a parlare di Torino TRue nel cuore dell’estate. Da allora, passo dopo passo, quello che era riposto nella memoria del suo iPhone è stato riordinato, ripreso, selezionato e stampato. Oggi incontriamo l’ideatore del progetto.

D: Gli americani, quelli come te, li chiamano Iphonographer: 3 megapixel con cui fai un reportage direttamente dalla pancia della Torino che hai incontrato.Quando sei partito e quando hai iniziato a capire che, scatto dopo scatto, le foto potessero far parte di un progetto?

«E’ stata una folgorazione al rallentatore. Il primo scatto in assoluto è stato il cartello che indica il senso unico su cui Opiemme, uno street artist cittadino aveva appiccicato la scritta “cocaina”. Questa è stata la scintilla. L’innesco è arrivato molto tempo dopo. Quando dopo una notte trascorsa nella suite dell’NH Hotel in via della Basilica sono uscito in strada: era mezzogiorno di sabato e in pochi passi mi sono ritrovato tra i banchi di Porta Palazzo. Tappa da Bertino e Bertone, il negozio di nastri e pacchi. A suggellare questo splendido contrasto tra alto e basso che ho respirato in pochi metri quadri, con una intensità assoluta, è intervenuto il commento della ragazza che era con me che ha detto: “tutto questo è molto true!” E da lì è nato Torino TRue.

D: Oggi Torino True è (come l’hai definita tu) una “non mostra”. Tra l’altro, non hai volutamente usato nessun effetto.

«E’ una non mostra perché io non sono un fotografo e credo che il telefonino sia appunto uno strumento non assimilabile fino in fondo ad un classico apparecchio fotografico. Per me il telefonino rimane uno strumento di comunicazione anche quando fa delle foto o dei video tant’è vero che quelle foto e quei video vengono quasi immediatamente dati in pasto al web. In senso più esteso l’uso del telefonino in Torino TRue è molto più simile a quello di una penna con cui, attraversando la città e i suoi spazi, annoto ciò che vedo e che mi colpisce sotto l’ottica particolare del mio personale Torinodrome. L’artista torinese Paolo Leonardo ha definito questo atteggiamento come quello di un moderno flaneur digitale. In più per aderire in pieno alla filosofia dello Stay TRue gli scatti non devono ricorrere a nessun tipo di ritocco o elaborazione da parte di qualche app.»

toretto turet

D: Sono tre i luoghi in cui sono esposti i 150 scatti: sabato 22 c’è il Finissage.

«Il finissage si terrà al TAC in piazza Emanuele Filiberto angolo via Sant’Agostino: per la festa di chiusura verrà presentato il libro di Torino TRue Vol. 1 edito da Espress Edizioni. Gli scatti sono stati esposti oltre che al TAC anche allo Spazio Ferramenta di via Bellezia 8 e al Blah Blah in via Po 26. Lo scopo della mostra è soprattutto quello di promuovere la pagina Facebook di Torino TRue in cui tutti sono invitati a postare e condividere gli scatti della propria Torino TRue. Così facendo la prossima non mostra sarà un’opera collettiva che potrà coinvolgere molti più locali cittadini. Alla fine l’idea di fondo è di arrivare a “truizzare” altre città italiane fino al progetto Italia TRue e di sfruttare in generale Torino TRue come uno strumento di comunicazione virale grazie naturalmente al supporto di Dunter che si è fatto carico di tutta la promozione web nonché della rielaborazione grafica delle immagini.»

D: Torino True finirà, oltre che appeso ai muri, anche su carta. Offri qualche anteprima ai lettori del blog di Dunter.? Personalmente trovo molto bella anche la scelta della copertina.

«Il libro è un ulteriore strumento di promozione del progetto su web e in chiave viral. Dal punto di vista grafico mi sono affidato al lavoro di Skesis, un giovane street artist torinese di cui apprezzo molto l’opera e che ho già coinvolto in alcuni miei lavori precedenti: lui si è occupato della copertina e di tutta l’impaginazione. Mentre il logo è merito di Nico di Dunter.»

Quindi scopri tutti gli scatti realizzati dagli altri sulla pagina ufficiale di Facebook e condividi i tuoi!

Naturalmente, stay TRue!

L'autore

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