Datemi un divano e girerò il mondo. Leggere per credere.

Datemi un divano e girerò il mondo. Leggere per credere.

Chi non ha mai sentito parlare di quella specie di tribù 2.0 che si espande attraverso il rito dello scambio del divano? Poco tempo fa ho trattato in un mio post l’analisi di uno studio che evidenziava come la rete, e in particolar modo i social media, in realtà aumentassero le relazioni dal vivo. Eccovi servito un esempio concreto delle possibilità che si trovano in rete. Tipi innovativi quelli di Couchsurfing. E’ un progetto che nasce nel 2003, ad opera di  Casey Fenton, giovane programmatore americano di 25 anni che, grazie alla passione per i viaggi, era riuscito a instaurare molte relazioni in giro per il mondo, riscoprendo l’esistenza di una grande disponibilità e ospitalità tra persone di ogni cultura e luogo. Ed ecco l’idea e lo sviluppo della piattaforma. Il boom non si fa certo attendere. A voi i dati attuali:

CouchSurfer 2,310,759
Esperienze di ospitalità andate a buon fine 2,597,576
Amicizie createsi 2,681,042
Esperienze positive 4,292,135
Nazioni rappresentate 241
Città rappresentate 79,315

Oggi quindi incontro uno storico couchsurfer torinese, Alessandro Castelli.

Bentrovato Alessandro, da quando è iniziata la tua avventura in CS?

Mi ricordo la data esatta del giorno della mia iscrizione, 11 marzo 2004, perché legata al triste evento madrileno. Ero in Spagna a Cadice a trovare un mio amico e nella posta elettronica lessi una newsletter che parlava di questo “nuovo modo di viaggiare, nuova occasione di venire in contatto direttamente con le persone dei luoghi che visiti”. Mi iscrissi subito e, dopo qualche mese, arrivò la prima richiesta da parte di una ragazza canadese. Devo dire che fino a quel momento il viaggiare in modo tradizionale mi aveva lasciato sempre abbastanza insoddisfatto, sentivo la mancanza di un contatto diretto, e il CS mi ha regalato il tassello mancante!

Ci dai un po’ di numeri della tua attività in Couchsurfing?

In 6 anni e mezzo ho ospitato qualcosa come 250 persone e surfato poco più di 70 divani. Questo dato, tra l’altro, va inquadrato in un contesto, Torino, dove l’offerta di divani supera largamente la domanda, salvo in casi particolari (Salone del Gusto, Ostensione della Sindone, etc) e dove non c’è una tradizione turistica dominante come in altre città, inondate letteralmente di richieste costantemente (Roma, Firenze, Venezia sono i punti caldi in questo senso).Il mio è il 10° profilo più vecchio d’Italia e il 170° (mi sembra) al mondo. Su 2 milioni e passa…

Sei ambasciatore italiano e membro di squadra. Cosa significa?

Nel CS nulla è obbligatorio e tutto è gradito. L”ambasciatore è moderatore del gruppo di riferimento. Per quanto riguarda il membro di squadra, il CS per funzionare si basa quasi totalmente sul lavoro volontario, e anche lì ognuno dà in base alle proprie capacità: questo spazia dalla programmazione vera e propria del codice che sta dietro al sito, alla gestione del data base, a risvolti meno tecnici, come inviare saluti di benvenuto personalizzati ai nuovi iscritti, al servizio di “assistenza utenti” dove si cercano di risolvere tutti i dubbi sollevati dai membri… al team di traduzione del sito, di cui ho fatto parte, che ha tradotto in una ventina di lingue il sito rendendolo di fatto accessibile a chiunque”

Qualche episodio curioso da condividere con i lettori del blog di Dunter?

“Di persone e, soprattutto, personaggi ne sono passati in questi 6 anni. L’inglese che si è fatto a piedi da Londra a Roma per raccogliere fondi per i bambini disabili. Una coppia di vegani in cui lui mangiava la carne di nascosto perché in realtà lo faceva solo per fare piacere a lei. La cuoca israeliana che mi preparò cibo ininterrottamente per 3 giorni di fila e ai miei timidi dinieghi rispondeva, decisa: “no, no questo lo devi assolutente provare!” e così via… Karim, ragazzo di Parigi, che aveva dimenticato di confermare il suo arrivo e, quindi, io non attendevo più la sua visita. Alla sera (notare: era novembre) scesi per parcheggiare il motorino in garage e vidi un ragazzo seduto vicino al mio portone, che iniziò a chiamarmi a gran voce. Era lui! Per giunta aveva sbagliato a suonare il campanello, e si accomodò placidamente  sugli scalini. “Aspettavo che passassi”. Il suo atteggiamento fu molto zen!”

La base è la filosofia. Quali evoluzioni della piattaforma hai maggiormente apprezzato?

“Paradossalmente nonostante sia un concetto “rivoluzionario” (in realtà l’ospitalità era sacra nell’antica Grecia per non parlare degli esquimesi) il sito è rimasto praticamente immutato, dalla nascita ad oggi. Ed è un bene, perché non deve essere trendy e non deve attirare come un social network, ma deve essere essenziale e comprensibile ai più. Certo la tarduzione è stata un grande passo avanti. Ma per il resto, funziona benissimo così, certo tutto è perfettibile, ma anche il nuovo tool per la gestione delle couchrequest sembra un optional rinunciabile”

Da buon @dunters ho testato per voi il funzionamento del sito, rendendo il mio divano disponibile.

Ecco com’è andata.

Mi sono iscritto, ho compilato con dovizia di particolari la mia scheda personale, ho curiosato e iniziato a contattare diverse persone in tutto il mondo. Molto interessante che il progetto sia no-profit (basato solo sulle donazioni degli utenti per lo sviluppo ed il mantenimento della piattaforma) e che l’attenzione ed i consigli per la sicurezza degli utenti  siano molto dettagliati ed in particolare evidenza. Così come la filosofia, esplicitata nel claim: “Participate in Creating a Better World, One Couch At A Time” .

Un altro aspetto positivo è come la percentuale di risposte ai messaggi inviati, anche a caso, sia comunque elevata, intorno all’80%. Le risposte sono cordiali, dirette, tutte lasciano trasparire una passione per le nuove conoscenze, per la voglia di viaggiare e comprendere differenti punti di vista. Ed ad un certo punto sono iniziate ad arrivare delle richieste di “divano”.

Compatibilmente con i miei impegni, una l’ho accettata. Dal Messico, studente a Parigi, across Italy. Ho recuperato la mia ospite a Porta Susa e, a parte un po’ di imbarazzo iniziale, si sono rivelati quattro giorni vivi, intensi, ricchi di spunti e di apprendimento. Bellissimo esplicitare a proprio modoTorino, i luoghi, le persone,  la cultura, il cibo a chi non conosci per nulla. Si diventa novelli Ciceroni per forza ed è molto divertente. E poi ora so di avere un divano disponibile sia a Parigi che a Città del Messico. Non si sa mai.

Esperienza che, da dunter curioso, vi invito vivamente a provare.

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