Come Twitter sta cambiando la televisione

Come Twitter sta cambiando la televisione

«Signora Longari… Mi è caduta sull’uccello!».

In questo post pubblicato ieri sul suo blog ufficiale, Twitter annuncia una grande novità futura per la propria piattaforma di microblogging: la possibilità di far interagire Twitter direttamente con la TV. La rete e la televisione, nuovi e vecchi Media insomma, si incontreranno piacevolmente sulla piattaforma di Google TV. Gli spettatori durante un programma televisivo potranno lanciare tweets, rispondere alle eventuali @mentions e seguire un #hashtag. Tutto quanto per conversare attraverso la messagistica di 140 caratteri con il popolo della rete che apparirà, come si diceva un tempo, “in sovraimpressione”. Una vera e propria svolta che concretizza una lunga discussione negli ultimi anni sul rapporto fra Twitter e la televisione.

Da Twitter alla TV

I primi intrecci di Twitter con la televisione risalgono a un anno fa, quando il profilo di Twitter @ShitMyDadSays, diventò una vera e propria trasmissione televisiva. L’account in questione appartiene a Justin Halpern, il quale raccoglieva le frasi topiche (e non proprio lucidissime) proferite dall’anziano padre, in modo irriverente e tratti esilarante. L’account era stato lanciato nell’agosto 2009 e solo dopo 80 tweets era già diventato un vero e proprio cult. Tanto che la CBS decise di farne un format TV.

Sempre la CBS in questi giorni ha annunciato l’ intenzione di produrre una nuova serie tv comedy prodotta da Ashton Kutcher (attore e giovane marito di Demi Moore) intitolata Shh…Don’t Tell Steve, ispirata all’omonimo account Twitter che oggi vanta ben 5,8 milioni di followers.

Verso la Social TV

Un passo in avanti nella concezione di una vera e propria “televisione Social” è stato fatto nell’ultimo periodo: già la trasmissione di Jimmy Fallon sulla NBC aveva integrato al programma televisivo un hastag game con cui il pubblico poteva divertirsi da casa interagendo con il format. Più recentemente è stato poi il Video Music Awards di MTV che ha messo a disposizione un vero e proprio portale per raccogliere in maniera estremamente dinamica e graficamente mozzafiato tutti i tweets riguardanti gli artisti in gara e la manifestazione stessa. La popolarità che passa dai tweets, insomma.

Non ultimo poi il caso della FOX: durante la replica dell’episodio pilota della fortunata serie Fringe, il network ha deciso di integrare direttamente sullo schermo TV un feed in tempo reale di Twitter nel quale gli attori e i produttori del telefilm rispondevano alle domande e agli approfondimenti dei fan sulla nuova stagione della serie.

In Italia

Ovviamente, direte, in Italia rete e TV restano invece media profondamente distanti. Eppure l’interazione fra Twitter e l’ex tubo catodico esiste già nel nostro paese. Basti pensare a come uno degli hashtag più popolari di sempre sia stato proprio #raiperunanotte, coniato proprio per lo streaming del Marzo 2010 che mostrò le grandi potenzialità del web italiano integrato con la visione in tempo reale di un evento (qui vi rimandiamo a un’analisi più approndita del caso fatta da NinjiaMarketing).

Settimanalmente è l’hashtag #annozero a fare sold-out, legato proprio alla trasmissione di Michele Santoro. Se consideriamo anche la grande conversazione di tweets durante la trasmissione per eccellenza in Italia, il Festival di Sanremo, capiamo che, volente o nolente, la televisione è quasi costretta a diventare un evento pienamente 2.0, riscoprendo un approccio all’interazione che cambia radicalmente il ruolo del telespettatore: prima dei commenti dei giornalisti e dei blogger e prima dei giudizi della critica istituzionale sono i tweets a prevalere per velocità e immediatezza. L’industria televisiva sarà capace di raccogliere questa sfida?

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