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The Voice Of Holland, il talent show social addicted

The Voice Of Holland, il talent show social addicted

Il matrimonio fra Social Media e Televisione continua a stupire. Stavolta parliamo di The Voice Of Holland, il talent show olandese di RTL4. Un format apparentemente tipico, che ad alcuni potrebbe ricordare il nostro X-Factor: cantanti più o meno eccentrici e più o meno talentuosi che si danno sfida per emergere nel vasto panorama musicale nazionale. La differenza è che gli autori di The Voice Of Holland hanno puntato gran parte della loro promozione online con un’integrazione della tramsissione televisiva con i Social Media, soprattutto su Facebook e Twitter. Vediamo cosa è successo.

Da una parte The Voice Of Holland lancia il suo buzz in rete, che agisce nei Social come veicolo di promozione. Il talent offre sy Facebook e Twitter immagini esclusive del backstage, interviste agli artisti in gara e curiosità gossipettare. Ma non solo: nel momento stesso in cui coinvolge il pubblico della rete approfondisce anche il legame con il target di riferimento. Lentamente il “toine of voice” del programma si decostruisce sul linguaggio del pubblico, per apparire più chiaro, più amichevole e socievole.

Ma oltre al lato di comunicazione, i social media assumono anche uno spazio virtuale dove si incrociano interessi commerciali non indifferenti. Ad esempio in una puntata, uno dei giudici del talent show, Angela Groothuizen (una sorta di Simona Ventura olandese, solamente più simpatica), indossava un vestito molto attraente, che in pochi minuti è diventato il vero oggetto di discussione su Twitter. In tempo reale l’azienda che ha prodotto l’abito, si è inserita nel relativo #hastag (#TVOH – The Voice Of Holland) annunciando che l’abito che indossava era in vendita nel loro negozio online. E’ passata appena un’ora, e la società è dovuta intervenire di nuovo su Twitter: “Siamo spiacenti, ma il prodotto è esaurito”. Non male per una serata dietro la televisione.

Una (nemmeno troppo grande) azienda di vestiti è stata la prima beneficiaria del talent, senza nemmeno pagare un soldo per una pubblicità classica, ma solo intervenendo con tempismo in una discussione su Twitter. Samsung Tabs, Vodafone, iPad Apps e Blackberry, ovvero alcuni dei grandi brand che invece sono apparsi in TV con un loro adv durante il talent show probabilmente non hanno avuto lo stesso successo del “sold out”.

Qua sta forse il paradigma più visibile e concreto del matrimonio fra Social Media e TV: costruire relazioni e creazioni di valore gratuite, eppure potentissime, capaci di rovesciare totalmente il modo di approcciarsi alla visione televisiva, sia per i semplici spettatori, sia per i brand che vogliono promuovere i loro prodotti. Ingredienti giusti per un matrimonio felice e a lungo termine. Non credete?

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