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È solo un gioco? – La mucca viola | Episodio #6

È solo un gioco? – La mucca viola | Episodio #6

Premessa: è stato calcolato che nel 2019 siano stati spesi in videogiochi circa 120 miliardi di dollari, quasi quattro volte più rispetto a 15 anni fa, e quasi il triplo degli incassi che nel 2019 hanno avuto i cinema di tutto il mondo. Diversi giochi, soprattutto quelli online come Fortnite, sono vicini ai 100 milioni di utenti che ci giocano almeno una volta al mese e ai miliardi di ore complessive spese ogni anno ai videogiochi vanno aggiunte le tantissime ore – tra i 100 e i 400 milioni di ore – passate dagli utenti a guardare qualcun altro giocare online (su YouTube o su altre piattaforme fatte apposta).
Ecco. Se siete insomma fra quelli che pensate che i videogame siano una roba di nicchia, magari per nerd o per ragazzini, allora forse avete davvero bisogno di ascoltare il nuovo episodio del nostro podcast. Vi raccontiamo i videogame come qualcosa di più che un semplice intrattenimento, vi spieghiamo perché i brand non potranno più fare a meno di integrare questo mondo nelle proprie strategie di promozione e vi elenchiamo alcune fra le case history più virtuose in cui il marketing ha incontrato il gaming.
Questa è la mucca viola di novembre e questo mese ci chiediamo: è solo un gioco?

Di cosa abbiamo parlato in questo episodio?


Oggi possiamo dirlo con certezza: la vera grande tendenza in rete di questi ultimi anni è quella dei videogame. ll numero di gamer ha raggiunto i due miliardi e mezzo di persone in tutto il mondo, il doppio rispetto al 2013 e la maggior parte degli essi passa il proprio tempo online giocando con altri utenti. Non è quindi un caso che moltissimi brand stanno cercando il modo di integrare i loro prodotti nei giochi o nelle piattaforme sociali utilizzate dai giocatori, usandoli come nuovi canali di promozione e coniando un nuovo termine: advergaming.

Tutti i social del Presidente – La mucca viola | Episodio #5

Tutti i social del Presidente – La mucca viola | Episodio #5

Perché Donald Trump sta investendo un sacco di milioni in pubblicità su Youtube invece che su Facebook? Cosa c’entrano i gruppi Whatsapp con i latinos americani e qual è il motivo che ha spinto i democratici a fare campagna elettorale su Animal Crossing? Perché è così importante che un quindicenne su Instagram si metta a fare propaganda per Biden e cos’è questo Triller, definito il “TikTok dei conservatori”?
Insomma, il prossimo 3 novembre si vota per eleggere il nuovo Presidente degli Stati Uniti e mai come oggi – in epoca di pandemia – le campagne elettorali dei Repubblicani e dei Democratici si spostano dalla strada alla rete, riorganizzando i propri  apparati, sperimentando nuovi strumenti e investendo quasi tutto nel digitale. Dopotutto, come ci ha insegnato quello che è successo nel 2016 (quando Trump sconfisse Hilary Clinton), usare bene i social media può essere un punto di svolta decisivo, quello che gli americani chiamano appunto “game changer”.
Tutto questo per dire due cose: la prima è che qui trovate on-air il nuovo episodio del nostro podcast in cui parliamo proprio di questo. La seconda è che d’ora in poi vi elencheremo qui sotto tutte le references delle storie che vi raccontiamo, i link ai casi di studio e al materiale consigliato. Così non vi perdete niente e, se volete, potete approfondire.
Detto questo, buon ascolto. Ah, dimenticavamo: God Bless America!

Di cosa abbiamo parlato in questo episodio?


Il prossimo 3 novembre si voterà per eleggere il nuovo Presidente degli Stati Uniti. Ma non saranno le solite elezioni dove si affrontano visioni diverse del paese, magari sulle tasse, sulla scuola o sul debito pubblico. C’è molto di più in ballo. Con l’emergenza sanitaria legata alla pandemia ancora non risolta e le proteste del #blacklivesmatter che stanno infuocando le piazze delle grandi città americane, queste elezioni assumono i contorni di un bivio che porta a due idee di America completamente opposte. Tanto che entrambi i candidati, Donald Trump e Joe Biden, si accusano a vicenda essere una sorta di apocalisse per il proprio paese . La scelta – dice Trump – “è tra il sogno americano e l’anarchia” mentre Biden risponde che è il momento “salvare la nostra democrazia e tornare a essere la luce del mondo”. Sono narrazioni polarizzanti e speculari, alimentate anche attraverso l’utilizzo dei nuovi media che svolgono ormai un ruolo centrale nelle rispettive campagne elettorali. Ecco, con questo l’episodio vi raccontiamo quali sono le strategie digitali dei due candidati, i social media che utilizzano di più e gli strumenti messi in campo per arrivare a strappare ogni voto utile, tutti quelli necessari per sedersi sulla poltrona della Casa Bianca. #lamuccaviola

Un altro TikTok è possibile? – La mucca viola | Episodio #4

Un altro TikTok è possibile? – La mucca viola | Episodio #4

Se seguite anche un po’ da lontano le vicende dell’universo dei social media e diavolerie connesse, vi sarete accorti che quest’anno sono diventati tutti pazzi per TikTok: l’app cinese – quella in cui si balla e si fanno video “scemi” – è diventata la piattaforma più usata da centinaia di milioni di adolescenti nel mondo, Italia compresa.
La novità però è un’altra, ovvero che ultimamente su TikTok hanno iniziato a starci anche organizzazioni di un certo prestigio e autorevolezza: musei, associazioni no-profit, pubbliche amministrazione, personaggi politici e – tadah! – pure dei sacerdoti. Ovviamente tutti provano a farsi belli per acchiappare un pubblico di giovanissimi e coinvolgerli in cose “serie”: alcuni ci riescono, altri no.
Ecco, prima di chiudere la baracca per le strameritate ferie di agosto vi lasciamo con il quarto episodio del nostro podcast in cui parliamo proprio di questo, e ci chiediamo: “un altro TikTok è possibile?”
Al solito buon ascolto e, visto che ci siamo, buone ferie. Ci risentiamo a settembre.


Nei primi tre mesi del 2020 TikTok è stata l’applicazione più scaricata di tutti i tempi da quando esiste il mercato delle app: ben 315 milioni di installazioni, arrivando in totale a 2 miliardi di download. Un tale successo che negli ultimi mesi sono sbarcate sull’applicazione istituzioni governative, musei, organizzazioni umanitarie e perfino personaggi politici: tutti con l’obbiettivo di intercettare quel pubblico di giovanissimi che sembra non voler stare da nessun’altra parte. La loro sfida è quella di provare a adattare messaggi complessi ed educativi dentro un contenitore pensato esclusivamente all’intrattenimento e al disimpegno. Essere insomma “leggeri ma pensosi”, un po’ come lo intendeva Italo Calvino. Fra tanti tentativi, qualcuno c’è riuscito ed è di loro che vogliamo raccontarvi. Questa è la mucca viola di luglio e proviamo a capire se un altro TikTok è possibile. 

La comunicazione istituzionale in tempo di pandemia – La mucca viola | Episodio #3

La comunicazione istituzionale in tempo di pandemia – La mucca viola | Episodio #3

Rieccoci. Iniziamo con il dirvi che siamo sempre in smart working e probabilmente ci resteremo ancora un po’. Nonostante questo, sempre con le dovute distanze, siamo riusciti a produrre anche il nuovo episodio del nostro Podcast, per la precisione il terzo (i primi due li trovate qua sul nostro canale Spotify).
Al solito non potevamo non parlare di come il mondo sta comunicando in questo periodo perché è una cosa che ci continua ad affascinare: ma questa volta facciamo le pulci soprattutto a chi ha avuto il dovere di farlo, ovvero ai capi dei più importanti governi del mondo (compreso il nostro) che hanno affrontato quella che in gergo si chiama “comunicazione di crisi”.
Ovviamente la premessa è che, da comunicatori quali siamo, ci siamo espressi solo sul nostro terreno di gioco senza invadere il campo delle ideologie che invece non ci competono. Questo non ci impedisce però di dare le pagelle, di promuovere i più bravi e pure di bocciare quelli meno bravi. Su questo non ci piove.
E dunque ecco il nuovo episodio de La Mucca viola: la comunicazione istituzionale in tempo di pandemia. Mettevi comodi e buon ascolto.


Negli ultimi mesi i leader politici dei più importanti governi del mondo hanno dovuto decidere come comunicare ai cittadini delle proprie nazioni l’emergenza sanitaria legata alla pandemia. Una visibilità istituzionale senza precedenti che è diventata anche un’occasione per ricostruire un consenso politico perduto. Dopotutto, una parte di mondo, quella delle élite politiche, che fino a poco tempo fa era sotto scacco, si è trovata improvvisamente protagonista della scena pubblica, ascoltata e seguita. Nonostante questo, alcuni leader sono stati più bravi e innovativi di altri a gestire la comunicazione: e sono loro quelli che l’occasione l’hanno colta davvero. Nella terza puntata del nostro podcast, proviamo allora a raccontare quali sono stati gli approcci comunicativi che hanno funzionato meglio, con una particolare attenzione anche a tutte quelle sperimentazioni digitali messe in campo per consentire ai governi di essere “aperti” e “trasparenti”. Questa è la mucca viola di giugno e oggi parliamo della comunicazione istituzionale in tempo di pandemia.

La rete ai tempi del coronavirus- La mucca viola | Episodio #2

La rete ai tempi del coronavirus- La mucca viola | Episodio #2

Ricordate? L’ultima volta vi avevamo promesso che il nostro Podcast sarebbe diventato un appuntamento fisso. Poi è arrivata la pandemia che ha sconvolto le nostre vite, incluso il nostro modo di lavorare.
Però noi siamo testardi e le promesse cerchiamo di mantenerle sempre, quindi il Podcast l’abbiamo fatto lo stesso: stando ognuno a casa sua e usando strumenti per registrarci in remoto.
Eccolo allora il secondo episodio della Mucca Viola: si intitola “La rete ai tempi del coronavirus” e ovviamente non poteva non raccontare di quello che sta succedendo nel mondo. Con una particolarità.
Abbiamo provato a parlarne in modo costruttivo, guardando il bicchiere mezzo pieno e concentrandoci su tutte quelle pratiche digitali che ci hanno consentito di rimanere connessi, creativi e produttivi. E che forse ci saranno utili anche quando l’emergenza sanitaria sarà finita.
Al solito il podcast è disponibile su Spotify (seguite il nostro canale se ancora non lo avete fatto) e qui sotto.
Ah: mettevi comodi che è più lungo del solito.


Quella del COVID-19 non è stata certo la prima pandemia con cui ha dovuto fare i conti l’umanità ma è stata la prima pandemia che abbiamo affrontato nell’era digitale. Come ha detto Tim Berners Lee, l’inventore del World Wide Web, senza Internet l’epidemia avrebbe avuto un impatto sul mondo decisamente peggiore. Il nostro lavoro, il nostro tempo libero, i nostri affetti, i nostri desideri: il web ha colmato quella distanza sociale necessaria per isolare il contagio consentendoci di continuare a vivere. Ecco, in questo nuovo episodio de La Mucca Viola parliamo delle soluzioni digitali più innovative adottate durante la pandemia per restare connessi, produttivi e creativi. Parliamo sempre della rete. Ma della rete ai tempi del coronavirus.

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