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Storify: scrivi articoli per un giornalismo 3.0

Storify: scrivi articoli per un giornalismo 3.0


Ecco una nuova Start-up di assoluto interesse: Storify. Un social network per il giornalismo che include potenzialità enormi sia per i professionisti che per gli amatori dei blog settoriali e territoriali.  Oggi mi sono iscritto a Storify (la registrazione avviene anche tramite il tuo profilo Twitter ed è velocissima).

A primo impatto è semplice e molto intuitivo: permette di inserire un articolo, segnalandone il titolo e potendo inserirne il testo. Successivamente il passo di interconnessione con Twitter, Facebook, Flickr, Youtube, Google… infatti è possibile sfruttare i motori di ricerca all’interno delle piattaforme descritte ed inserire (e collegare) al tuo articolo qualsiasi fonte possa essere utile ad esplicitare e a portare contenuti extra al tuo pezzo. Le potenzialità di condivisioni crescono quindi a dismisura e la semplicità nel recuperare foto, fonti e utenti targettizzati al tuo post è pressoché illimitata nelle sue sfumature, permettendo di farcire il proprio racconto tracciando sempre più al meglio i propri confini di visione e di pensiero nei confronti dei lettori.

Sembra la scoperta dell’acqua calda: ma l’idea di abbandonare il “copia e incolla” e la formattazione dei contenuti, l’inserimento degli interlink potrebbe essere veramente una svolta per coloro che quotidianamente scrivono su un proprio blog. Ma l’evoluzione principale di questo strumento di organizzazione è rivolto soprattutto alla categoria dei “citizen journalism“.

E poi la chicca finale: quando avrai terminato la tua prima storia è completata, potrai chiaramente linkarla nei social network, oppure copiare il codice embede ed inserirlo in qualsiasi sito web, esattamente come avviene per i video di Youtube.

Il sito è stato testato per mesi dalle redazioni delle principali testate giornalistiche mondiali: Washington Post, New York Times e Bbc. I dati parlano chiaro: più di 4 milioni di utenti solo a marzo.

Ecco il video di presentazione:

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TheSixtyOne: musica davvero indie – pendente

TheSixtyOne: musica davvero indie – pendente

Mentre le case discografiche, grandi e piccine, prendono (o perdono) tempo nel tentativo di capire se investire o meno nel futuro digitale della musica e parlano di crisi legata dell’industria musicale, la rete ribolle di novità e sprizza vitalità da tutti i pori. E lo sconfinato mondo dei music blogs ne è la dimostrazione più eclatante e alla portata di tutti. Non saranno certo la mancanza di fondi, l’incertezza dei mercati o qualche complesso meccanismo finanziario ad impedire alle persone di leggere e scrivere di musica e di condividere i propri ascolti e le proprie emozioni sonore con altri.

Così, spazzolando il web tra i numerosi music blogs degni di nota, vediamo spiccare per qualità ed originalità TheSixtyOne. Esso prende il nome dalla celebre Highway 61 che attraversa il fiume Mississippi e vanta uno stretto legame con la storia della musica americana e con alcuni suoi straordinari interpreti come Muddy Water, Bob Dylan, Elvis and B.B. King. Proprio la Highway 61 era la strada attraverso la quale queste persone lasciarono le proprie case per portare la loro musica nel mondo.

Il sito, fondato nel 2008 e completamente rinnovato all’inizio di quest’anno, può essere definito un social streaming media che utilizza il collaborative filtering per organizzare, promuovere e commercializzare brani musicali caricati dagli artisti stessi, molti dei quali sono musicisti indipendenti.

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Autodefinitosi “a music adventure”, TheSixtyOne offre una veste grafica accattivante (anche l’occhio vuole la sua parte) con fotografie ad alta risoluzione ed informazioni sugli artisti come biografia, discografia e date del tour. Si propone inoltre come marketplace offrendo la possibilità di vendere la propria musica (e i proventi vanno interamente agli autori) oppure di licenziarla sotto licenze Creative Commons permettendo, in questo caso, il download gratuito.

Questo anche perché difficilmente (molto difficilmente) su TheSixtyOne troverete artisti e musica che già conoscete: questo è il regno della musica indipendente, quella vera. Ed è un vero peccato trovare davvero pochissimi artisti nostrani nelle numerose playlist disponibili.

Il motto del sito è chiaro ed esemplificativo : “new artists make music and listeners decide what’s good”. I nuovi artisti fanno musica e gli ascoltatori decidono cosa è buono. Semplice e funzionale.

Registrandosi (gratuitamente) è possibile commentare, votare e taggare (con un mood) i brani, creare le proprie playlist ed ascoltare quelle degli altri utenti e, ovviamente, condividere la proprie scoperte musicali attraverso tutti i principali social network.

Come sarà ormai evidente questo sito è qualcosa di più di un semplice music blog, è un potente ed intrigante mezzo per scoprire e far conoscere nuova musica. E’ Social Music di nuova generazione. Un’avventura musicale completamente nuova, appunto.