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Lettering da Torino: le insegne più belle della città

Lettering da Torino: le insegne più belle della città

“Lettering da” nasce dalla mente di Silvia Virgillo, torinese, classe 1987. Silvia, che nella vita fa la graphic designer, ha studiato grafica e type design tra Torino e Milano e nel 2012 ha deciso di unire la sua curiosità per i dettagli tipografici urbani alla passione per la fotografia dando così vita al primo sviluppo del progetto: Lettering da Torino.

 

Si tratta di una raccolta fotografica di lettering storici o dal disegno insolito, una collezione di insegne, iscrizioni, targhe e numeri civici che ancora impreziosiscono la città di Torino. Ma la sua idea non finisce qui: i lettering più interessanti vengono ridisegnati, vettorializzati e confrontati con alcuni caratteri tipografici già esistenti. L’obiettivo è quello di utilizzarli come punto di partenza per disegnare le lettere mancanti e dare forma ad alfabeti completi dall’impronta tutta torinese.

 

E se anche voi, come Silvia, siete appassionati di lettering urbano e non riuscite a fare a meno di camminare guardando un po’ più in su delle vetrine dei negozi, potete portare “Lettering da” direttamente a casa vostra. L’idea, infatti, è stata concepita e sviluppata con un’ottica espandibile: il nome e il logo sono declinabili anche ad altre città. Giorgia Nardulli, ad esempio, è a caccia di nuovi font in quel di Milano e, da pochi mesi, hanno preso parte a “Lettering da” anche Letizia Macaluso con la versione genovese del progetto e Francesco Paternoster, curatore di Lettering da Matera.

Lettering da Torino si trova su Facebook e Instagram o sul sito ufficiale.

 

#EveryDayClimateChange: gli effetti del riscaldamento globale sbarcano su Instagram

#EveryDayClimateChange: gli effetti del riscaldamento globale sbarcano su Instagram

Raccontare, ogni giorno, l’impatto dei cambiamenti climatici sulla Terra attraverso gli occhi di Instagramers sparsi in tutto il mondo. E’ questo l’obiettivo di “EveryDayClimateChange”, l’account Instagram nato il 1 gennaio 2015. Il progetto è opera del fotografo americano James Withlow Delano e si avvale della collaborazione di 41 fotoreporter professionisti, provenienti da località diverse, affiancati da dilettanti della fotografia, che partecipano alla narrazione attraverso l’hashtag #EveryDayClimateChange.

 

“Spero che riusciremo a coinvolgere nuove persone che normalmente non si preoccuperebbero di questo tema. Siamo in grado di mostrare che il cambiamento climatico sta avvenendo negli Stati Uniti, in Europa, in Giappone, come nella regione artica e nelle foreste pluviali. Nessuno ne è immune” afferma Delano al sito Climate Central.

Le fotografie spaziano dalla deforestazione in Indonesia, ai quartieri inondati di Bangkok, ai pozzi di petrolio in Niger, alla diminuzione del ghiaccio sulla montagna più alta dell’Ecuador. Alcune rivelano zone e fiumi disseccati, come la provincia di Mendoza in Argentina, il Rio Negro in Brasile o il San Antonio Lake in California, altre isole del Pacifico coperte quasi interamente dall’acqua, mostrando sempre il lato intimo del cambiamento climatico e del suo impatto sulle persone.

 

Il progetto si ispira all’account EveryDayAfrica, nato nel 2012 con l’intento di proporre un’immagine diversa del continente africano: non più un luogo afflitto da guerre, carestie e devastazioni, ma volti, persone e storie di chi lo popola. Oggi EveryDayAfrica conta più di 120.000 followers ed ha portato alla creazione di altri progetti analoghi in Asia, America Latina e Medio Oriente. E ora c’è anche EveryDayClimateChange, che però, a differenza degli altri “EveryDay”, assume una visione globale: l’account è popolato non solo da fotografi professionisti provenienti da tutto il mondo, ma è uno spazio aperto anche a scienziati, perché spieghino più in profondità cosa sta succedendo al nostro pianeta, e a semplici Instagramers pronti ad immortalare, nella loro quotidianità, sfaccettature di fenomeni locali che altrimenti rischierebbero di sfuggire all’attenzione del grande pubblico.