Wy Get: i desideri della rete diventano realtà

Wy Get: i desideri della rete diventano realtà

Una lampada di Aladino digitale? Perchè no. In un periodo di grandi discussioni filosofiche sul ruolo della rete e sulle sue reali potenzialità di cambiare la materialità delle cose quotidiane, spunta una piattaforma che ha proprio questo ambizioso obiettivo: ascoltare i desideri degli utenti, raccogliere i feedback della rete e infine fare “massa” attorno a idee innovative, creative, soluzioni (semplici o complesse) che oggi mancano all’appello nel vasto (e non sempre vario) panorama del mercato produttivo (ma non è solo uno strumento per proporre nuovo prodotti commerciali, anzi). Si chiama WyGet, nasce a Cambridge ma in realtà parla italiano: fra i suoi ideatori c’è infatti Luca Pagani, ricercatore italiano in trasfera nella cittadina della Gran Bretagna e che oggi abbiamo incontrato per conoscere meglio come è nato e come funziona Wy Get.

Ciao Luca. Innanzitutto come è nata l’idea di WyGet?

WyGet (What you wish for is what you get) é nato da una riflessione sui meccanismi che regolano il mercato e dalla necessitá di tornare a far sí che sia la domanda ad influenzare l’offerta e non viceversa, come troppo spesso accade.

In poche parole come funziona la piattaforma?

Tramite WyGet é possibile proporre un desiderio (sia materiale che astratto, come spiegato sul sito), votare settimanalmente (anche tramite email) uno dei desideri proposti, accedere alle statistiche dei desideri giá votati per rilevarne il gradimento. La piattaforma di WyGet é volutamente scarna, con tutte le funzionalitá subito disponibili nella home page.

In questi primi giorni del lancio della Start-up ci sono già “desideri” originali proposti dagli utenti? Quali?

Nella sua prima settimana di vita (é stato lanciato il 1 Marzo 2011) WyGet ha giá riscontrato centinaia di accessi e qualche decina di desideri che comprendono sia nuovi prodotti che volontá di influenzare le attuali politiche di alcune aziende. Uno di questi é giá presente nella home page. Gli altri sono “top-secret” e verranno rivelati di settimana in settimana.

Molte delle cose che ci ritroviamo a desiderare sono bisogni indotti: dalla società, dalle persone che frequentiamo e soprattutto dai messaggi ripetuti dai media. WyGet può essere una soluzione all’unidirezionalità del rapporto fra offerta e domanda?

WyGet nasce proprio con questo presupposto. Un tentativo di catalizzare le menti piú innovative del web ed amplificarle tramite un alto numero di voti. In questo modo le aziende e gli altri attori del “mercato” potranno contare su una base di appoggio solida per sviluppare idee proposte dal basso. Praticamente WyGet propone una indagine di mercato non influenzata dagli interessi di una singola azienda e fruibile a tutti. Privati cittadini compresi! Se ci sará una massa critica di utenti, WyGet riuscirá quindi ad aumentare la competitivitá fra le aziende sviluppatrici delle idee votate senza diminuirne il profitto e, allo stesso tempo, garantire alla comunitá un prodotto che veramente desiderava e che non avrá bisogno di essere pubblicizzato per essere distribuito.

La rete in questi anni ha di fatto accorciato le distanze fra consumatori ed aziende, non solo in termini di prodotti più accessibili (e-commerce) ma anche in termini di influenza dei consumatori sugli stessi prodotti. Ci può essere un passo successivo? Il consumatore può diventare lui stesso produttore? E la rete che potenzialità può avere in questo processo?

Sicuramente le opportunitá in rete per I consumatori non sono che appena cominciate. Il successivo step che WyGet vuole offrire é la casualitá. L’influenza che i consumatori esercitano in rete é infatti generalmente mediata dai produttori stessi. Sia un’indagine di mercato mirata che l’interpretazione delle preferenze (tramite Facebook e motori di ricerca) soffrono fortemente lo stato mentale di chi le opera. Un’azienda interessata a produrre bevande gassate cercherá sempre di ricavare dai dati raccolti informazioni riguardanti la propria fetta di mercato. Su WyGet non ci sono filtri di sorta e al consumatore é data la possibilitá di desiderare qualsiasi cosa. In questo modo l’individuo diventa un vero e proprio sviluppatore di proposte, piuttosto che una semplice espressione di preferenza a domande piú o meno pre-confezionate. Le idee cosí raccolte e votate possono poi essere liberamente elaborate dale aziende tramite l’archivio di WyGet, per arrivare a creare ció che prima davvero non esisteva. O, comunque, ció di cui c’era davvero bisogno.

Spesso a forza di comprare prodotti già fatti ci siamo dimenticati della nostra inventiva, della capacità di immaginarseli di nuovi. WyGet può farci ri-scoprire esseri sognanti e creativiti?

Un’altra ambizione del progetto WyGet é di interagire con i piú giovani, anche attraverso le scuole, per risvegliare la creativitá. Per rendere l’individuo consapevole che i propri sogni possono davvero avverarsi, se indirizzati nel modo giusto. WyGet non si propone infatti solo come fucina di prodotti commerciali. Tramite WyGet sará possibile proporre nuove idee di societá e qualsiasi altro messaggio capace di attirare l’attenzione di migliaia di utenti.

Infine: secondo te è vero che in questo momento in Italia il settore del Venture Capital sopratutto nel campo delle ITC è decisamente statico? Anche rispetto alla tua esperienza a Cambridge, credi che il mercato inglese sia più ricettivo a idee innovative come WyGet?

La mia esperienza nel Venture Capital é solo marginale, perché i miei interessi principali sono nella ricerca scientifica. Infatti WyGet é nato da un’idea “giocattolo” avuta con un mio collega dell’Universitá di Cambridge. Devo comunque dire che qui in Inghilterra le opportunitá formative ed informative sul come applicare le conoscenze al mondo del lavoro sono senz’altro maggiori. E’ infatti molto frequente assistere a seminari o tavole rotonde dove ex-studenti e manager spiegano a studenti e dottorandi tutti i trucchi del mestiere per cominciare la propria attivitá commerciale in rete.

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