Paratissima 2010: Dunter incontra Lorenzo Germak

Paratissima 2010: Dunter incontra Lorenzo Germak

L’anno scorso ho fatto il volontario per Paratissima e lì ho conosciuto Lorenzo Germak, dell’Associazione Ylda, titolare dell’evento che colora ulteriormente, per un lungo weekend, quel variegato multi-mondo che si chiama San Salvario, universo di Torino. Ho dei ricordi molto intensi di quella breve esperienza: un incontro profondo con il quartiere, le luci, gli artisti, la logistica dettagliata e molto complessa, i canti e i balli per le vie e al Maffei, i bagliori  dell’alba e tutti gli angoli trasformati in micro gallerie d’arte. E gli sguardi della gente, stupita e attenta, nell’osservare centinaia e centinaia di creazioni di ogni fattura, colore e materiale.Per chi non ci è mai stato riassumo così l’evento: centinaia di artisti che espongono in decine di location che variano dal ristorante, all’autorimessa, al negozietto d’antiquariato, alla salumeria o per la strada. Tutto condiviso, vivo, partecipato. Ecco quindi, in vista dell’edizione 2010, uno scambio di battute con Lorenzo. Io faccio il curioso di turno, voi fate pure finta di niente e leggetela dal vostro pc. Bevanda consigliata per la lettura: un tea verde caldo, dopo un kebab arrotolato. Con le cipolle e la salsa piccante.

D: L’idea. Qual’è stata la scintilla?

«Una cena a ottobre del 2005 fra cinque amici, io, Valeria Buonomo, Christian Cadeddu, Raffaella Cinti e Daniele Ratti. La discussione finì sulla possibilità di creare occasioni di vetrina per i nostri amici artisti che non potevano arrivare ai circuiti istituzionali e alle gallerie “che contano”. Da li nacque la prima Paratissima, parallela ad Artissima, in una casa in Via Po, 7 artisti e qualche centinaia di visitatori. Ci divertimmo parecchio e neanche potevamo immaginare cosa sarebbe successo nel giro di qualche anno…»

D: La mia prima volta con Paratissima fu al carcere delle Nuove. Quando una location fa anche comunicazione… Come vi venne in mente?

«Essendo in 5, e poi col tempo anche di più, è difficile ricordare il momento esatto in cui una cosa si decide, mi ricordo che Daniele per primo ci portò a vedere il posto, i primi incontri con i gestori dello spazio furono molto importanti, una volta allineati e firmato l’accordo pian piano ci rendemmo conto che stavamo per realizzare qualcosa di straordinario. Nei giorni della manifestazione mi ricorderò sempre la gente che entrava, e dopo qualche minuto prendeva il cellulare e chiamava gli amici, la telefonata tipo era:” dove sei? Mollate tutto e venite qua, dovete assolutamente venire…” Alle Carceri alla fine arrivarono più di 15.000 persone.»

R.Cinti, V.Buonomo, D.Ratti. L.Germak, C. Cadeddu
I fondatori di Paratissima: da sx R.Cinti, V.Buonomo, D.Ratti. L.Germak, C. Cadeddu

D: Da tre anni il treno di Paratissima si è fermato alla stazione del quartiere torinese di San Salvario. Perche è divenuta la vostra casa?

«Perché si è creato un rapporto, un’alchimia che ha dato un’ulteriore spinta alla manifestazione. Paratissima per le strade di San Salvario ha saputo coinvolgere negli anni veramente tutti, artisti, artigiani, studi professionali, commercianti, locali pubblici, cortili, enti religiosi, associazioni, partner pubblici e privati. Mi ricordo che prima della prima edizione di Paratissima a San Salvario si parlava ancora dei pusher e delle retate della polizia, oggi San Salvario è fulcro della creatività giovane torinese e della multiculturalità, e poi anche la Lonely Planet cita Paratissima a San Salvario a Novembre!»

D: Una manifestazione attenta all’ambiente. Quali azioni avete ideato nel 2009?

«Dal 2009 le green action sono l’anima della manifestazione, l’attenzione all’impatto ambientale, ai consumi e le proposte green dei creativi e degli artisti sono anche un modo diverso e innovativo per fruire di una manifestazione dedicata all’arte. In collaborazione con Giusti Eventi, GamEdit, B+ Green e BeLCA Studio, Paratissima si occupa della produzione sostenibile di materiale promozionale. Stampare, ritagliare, produrre materiale in quantità utili e tenendo conto dell’impiego effettivo. Valutiamo l’uso di materiali cartacei derivanti dai processi di riciclo o riuso e limitiamo l’impatto ambientale dovuto agli spostamenti. Organizziamo la logistica degli spostamenti delle persone e dei materiali, con l’obiettivo di promuovere un uso razionale e davvero utile dei mezzi di trasporto pubblico o privato. Infine utilizziamo materiali che rispettino standard moderni di risparmio energetico e utilizzo consapevole delle risorse. Dai pannelli espositivi in legno, alle lampadine a basso consumo, dai led ai nuovi materiali da imballaggio riutilizzabili o compostabili, dai tessuti che possono sostituire le materie plastiche ai colori derivanti da pigmenti naturali. Senza dimenticare la gestione dei rifiuti e dei materiali di scarto, considerando sempre quello che implica la gestione post evento, post installazione, post performance dei materiali, al fine di ridurre gli sprechi e implementare la differenziazione dei rifiuti. Inoltre B+ Green e BeLCA Studio attiveranno un intervento di riqualificazione ambientale in una porzione di territorio del nuorese, in Sardegna, al fine di promuovere la tutela della biodiversità e di incentivare la sensibilizzazione su temi educativi.»

D: Paratissima, Artissima, Club to Club: l’esempio di tre eventi nel medesimo weekend nella stessa città. Una forte sinergia di completamento per rendere la città sempre più internazionale?

«Si, anche se fra i tre sicuramente Paratissima, parlando di internazionalità, è la sorellina minore che sta crescendo. Essere internazionali significa poter puntare su budget e struttura importanti, per poter pianificare con anticipo collaborazioni, logistica e comunicazione. La nostra fortuna è che quel weekend di novembre sta diventando veramente un’occasione imperdibile, ovunque tu viva nel mondo in quei giorni devi essere a Torino, non solo grazie a noi, sia che tu sia interessato all’arte dei grandi nomi, alla musica elettronica, al design o agli eventi off come il nostro.»

D: Ultima domanda: è vero che guardate all’estero per cercare la partnership per la creazione di eventi gemelli?

«E’ vero. Abbiamo contatti molto interessanti con Beirut e San Pietroburgo. E’ realistico pensare che vedremo presto edizioni di Paratissima in altre città nel mondo, questo perché abbiamo avuto la fortuna di incontrare e condividere idee con gruppi di creativi molto simili a noi, e noi continuiamo a credere molto nelle iniziative che partono dal basso.»

Finito il kebab e bevuto il tea? Bene, sappiate che la sesta edizione di Paratissima è proprio dedicata alla cucina ed all’interazione di quest’ultima con gli aspetti etnici di San Salvario. Per maggiori info: www.paratissma.it. See u soon, ladies and gentlemen dell’arte dello sharing 2.0 e del dunter curioso.

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