Flare e il suo network: comunicazione creativa senza paura

Flare e il suo network: comunicazione creativa senza paura

L’esperienza, come sempre, può segnare un solco importante e far nascere idee ambiziose che si traducono, spesso, con un ampliamento concreto e senza frontiere. Libera, popolare azione contro le mafie italiane sospinta da quella forza straordinaria che si identifica con Don Ciotti, ha deciso di allargarsi all’Europa, con una azione internazionale unica e di altissimo livello etico. L’organizzazione, nata nel 2008, si chiama Flare. Flare è composto da 50 Ngo’s di 27 paesi diversi dell’Europa, Mediterraneo, Russia, Caucaso e Balcani. La sede è a Torino. Oggi incontriamo Mario Esposito, responsabile per Flare della comunicazione creativa.

D: Che difficoltà vi sono nel parlare di mafia, fuori dall’Italia, e con un’azione comune?

«La mafia fuori dai nostri confini è percepita quasi esclusivamente come un “problema” italiano o di alcune particolari aree geografiche come i Balcani, i paesi post Sovietici o l’America Latina. Infatti difficilmente usiamo la parola Mafia ma preferiamo parlare di criminalità organizzata. La mafia è percepita generalmente come l’immaginario hollywoodiano ce la presenta da decenni, il siciliano con la coppola, Al Pacino in Scarface, o Marlon Brando in Il Padrino.
Manca una cultura e l’informazione giusta per svegliare la sensibilità delle persone.»

D: Il caso Italia è differente. Libera ha tracciato la rotta.

«In Italia grazie al lavoro e alla “pressione” di Libera, e grazie ad una lunga storia di anti-mafia, oggi vantiamo le migliori leggi in materia di contrasto alla criminalità organizzata, in particolare grazie al sistema di confisca e riutilizzo sociale.
Noi pensiamo che il dato culturale di conoscenza e di consapevolezza, rispetto all’importanza di avere un ruolo come singoli cittadini nel contrasto alla criminalità, sia determinante ai fini di una strategia efficace di contrasto.»

D: Quale trovi sia il mezzo migliore per comunicare oggi?

«Noi crediamo che il web e i social media rappresentino una grande opportunità e una grande sfida, per una realtà come la nostra. Facebook, Twitter e molti altri canali vengono utilizzati quotidianamente da noi per interagire con tutti i segmenti della società che seguono il nostro lavoro: gli interlocutori istituzionali, i cittadini attivi, i giovani, i media mainstream e di settore. Utilizziamo linguaggi differenti per comunicare il nostro obiettivo: il contrasto sociale alla criminalità organizzata transnazionale. Crediamo quindi che il web sia lo strumento migliore per rafforzare questo obiettivo.»

D: L’anno scorso hai inventato un gioco: Confiscopolis. Ce ne parli? Quali le finalità?

«Il Confiscopolis nasce da un idea mia e di Pietro Verri direttore creativo di Inadv, agenzia pubblicitaria, che ha scelto di sposare eticamente il progetto Flare e di darci una mano su tutto quello che è comunicazione alternativa alla convenzionalità di un network come il nostro . Anna Ponti, Andrea Giorcelli e Lorenzo De Palo sono persone che fortemente sento di dover citare, per la passione e la grossa mano che mi han dato perchè il progetto Confiscopolis vedesse la “luce”. Ok, adesso magari spiego di cosa si tratta (risatina ndr)…
Confiscopolis è un gioco. Per sconfiggere il crimine organizzato, dobbiamo colpirli dove a loro fa più male, il potere economico. La particolarità di Confiscopolis è comunicare tale obiettivo attraverso lo strumento elementare del gioco. L’obiettivo è portare via proprietà dal crimine organizzato e convertirli in Punti di Valore per la società civile alla quale apparteniamo noi tutti. Infatti, l’unico modo di vincere è giocare tutti insieme, contro un nemico comune.
Ad oggi è un enorme gioco da piazza per poter coinvolgere direttamente le persone che passano e che incuriosite si soffermano, giocano, si informano.»

D: Ci sarà un’ evoluzione di questo gioco?

«Stiamo lavorando perchè un giorno possa diventare una specie di gioco on-line dove le persone possono incontrarsi e giocare affrontando anche in modo sarcastico l’argomento senza tralasciare la serietà e l’importanza del tema. Lo scopo è informare in qualsiasi modo possibile. Lecito ovviamente (altra risatina ndr).
Ah dimenticavo…c’è un bellissimo spot girato a Marzo 2009 a Napoli su Confiscopolis con Don Ciotti e Giancarlo Caselli che si sono prestati per la realizzazione…Un altro bellissimo tentativo di arrivare alle persone con il Sorriso e non con la Paura. L’avete visto? Sul nostro sito internet è possibile seguirci nei prossimi eventi e vedere la documentazione e i filmati del nostro lavoro svolto fino ad oggi.»

D: Prossime mosse?

«Nel 2009 FLARE fece una campagna sociale europea. Puntavamo a due obiettivi principali: in primo luogo rendere i cittadini europei consapevoli dell’influenza e la presenza del crimine organizzato e transnazionale in tutta Europa. Il secondo obiettivo fu promuovere una dichiarazione, presentata al Parlamento Europeo, che chiedeva alle istituzioni europee di lavorare su una legge che permetta ai governi di confiscare proprietà ai gruppi criminali per poi riutilizzarli socialmente. Per realizzare questi obiettivi, Flare ha organizzato più di 30 eventi diversi tra marzo e maggio 2009 in più di 30 paesi. Fatta questa premessa, nel 2011 siamo pronti a partire con una nuova grande campagna sociale in tutta Europa dove come obiettivo abbiamo la presentazione di una Direttiva Europea di iniziativa popolare che uniformi le legislazioni degli stati membri in materia di confisca e che ne introduca il riutilizzo a fini sociali.
Grazie al Trattato di Lisbona ora è possibile raccogliere un milione di firme e obbligare le istituzioni europee ad adottare la legge proposta. Sarà una sfida importante che potrebbe cambiare veramente le sorti dell’Unione in materia di contrasto alla criminalità organizzata. State con noi!»

L'autore

Lascia un commento