Balla Coi Cinghiali: intervista a Luca Ghilino, co-fondatore del festival

Balla Coi Cinghiali: intervista a Luca Ghilino, co-fondatore del festival

Oggi incontro Luca Ghilino, co-fondatore di Balla Coi Cinghiali. Ci conosciamo da un paio d’anni perchè condividiamo una passione. Entrambi facciamo parte di un’Associazione ed entrambi contribuiamo ad organizzare due manifestazioni, gemellate da due anni, ai confini dell’Impero.

D: BCC 2010, si parla di oltre 50.000 presenze. Curiosiamo nel mondo BCC insieme? Perchè nasce Balla?

«BCC nasce quando Roberto Franchelli chiede a me e Andrea Pastorino di trovare qualche gruppo di “non liscio”, per variare il solito connubio sagra-orchestra e creare un evento nuovo per la sua Pro Loco Bardineto.
All’epoca io e Andrea suonavano nei Cagnassi Bastardi, un gruppo che si è fatto notare direi soprattutto per il nome… Giravamo abbastanza ed avevamo parecchi contatti e amici in altri gruppi nella zona savona-imperia, così abbiamo tirato su una scaletta per la prima edizione del festival in divenire, dal nome Festa della Musica – Notte sotto le stelle. Non chiedetemi il perchè di questo nome, forse eravamo solo parecchio romantici, allora.»

D: Il tuo lavoro e il festival.

«Io lavoro nella pubblicità, faccio l’art director in una grande agenzia di Milano; questo ha dato un impulso “professionale” a tutto quello che ho sempre creato per il festival.»

D: Anni fa il cinghiale ululante comparve su un video di Lega Ambiente. Un primo “mainstreaming” del vostro logo. Come avvenne quell’incursione di successo?

«Avevamo ideato una campagna televisiva che prevedeva una serie di cloni del protagonista; serviva quindi un abbigliamento plurimo con qualcosa che si facesse notare…Forse è la nostra prima incursione nel tema “ecologia”! Per la campagna stampa Roberto si è prestato a farsi fotografare e compare in uno dei quattro soggetti.»

D: A proposito! Chi l’ha disegnato il cinghialotto ululante?

Il nostro logo, è stato realizzato “in bella” dal mio primo coinquilino, oggi illustratore di successo, Francesco Favero. Il logo è la sintesi grafica del manifesto della primissima edizione, un cinghiale che ulula alla luna. Le tre stelle a lato del logo siamo noi, quelli che hanni iniziato il percorso

D: BCC: come a Woodstock ma si mangia meglio. Il meglio del territorio come stella polare, ma anche impegni sociali che superano i confini nazionali. Ci parli di Find The Cure?

«Abbiamo sempre destinato parte del ricavato in beneficenza, perchè non ci si può divertire sapendo che qualcuno è in difficoltà. Find the Cure è stata un’associazione che ha creduto nel progetto e ha dato più di quello che ha ricevuto, essendo presente e attiva nei giorni della manifestazione e non solo. Sono belli e bravi e tutto quello che propongono lo realizzano in modo veloce e concreto.»

D: Il rispetto per l’ambiente a BCC sale in cattedra. Divertendo, s’insegna?

«Pensiamo che più persone ti seguono, più tu debba essere costruttivo in quello che dici. Per questa ragione approfittiamo del grande seguito che abbiamo per trasmettere valori che crediamo positivi. Siamo parecchio orgogliosi del fatto che molti altri eventi stiano ricalcando le nostre orme sull’uso di stoviglie biodegradabili e raccolta differenziata.»

D: Secondo te, dovessi quantificare con una percentuale, quale peso riveste il web nella vostra comunicazione rispetto al cartaceo?

«Direi 90%, e aggiungo un x% di merchandising che “ne fa parlare”.»

D: Ultima cosa, prometto che non lo dirò a nessuno e che non pubblicherò questa domanda. Chi è Piero?

«Piero è tutto ciò che un mutuo trentennale ti impedisce di essere.»

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